Mitologia greco-egiziana: La sintesi alessandrina

logo2.jpg (4023 bytes)

greca.jpg (763 bytes) Links

greca.jpg (763 bytes) Biblioteca

greca.jpg (763 bytes) Scrivi

greca.jpg (763 bytes) En progetto

  

mujer.jpg (3298 bytes)

pompeyo.jpg (12014 bytes)

teatro.jpg (6703 bytes)
 

serapis.jpg (5002 bytes)

vasija.jpg (3251 bytes)

 


 

 

 

greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)  
Mitologia greco-egiziana:
La sintesi alessandrina
greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)
Autore: Sergio Sánchez                                                    
 

Tra il Nilo é l'Egeo

Poi la fondazione di Alessandria e la salita della dinastia Lágida al trono dei faraoni, si prodursi un intenso contatto tra le culture greca ed egiziana. Frutto di questo contatto, la popolazione della cosmopolita Alessandria renderà culto tanto al pantheon greco come ai dei egiziani, assimilandoli tra sé e, compreso, creando nuovi dei come conseguenza della fusione di entrambi  riti. Da Alessandria, il culto ai dei greci si estenderà sopra Nilo verso il millenario Egitto, e, in senso contrario, i dei egiziani viaggeranno con forza inarrestabile verso Asia Minore, Grecia e la stessa Roma. I contatti tra entrambe le culture erano già importanti prima della conquista dell'Egitto ottenuta per Alessandro Magno, benché fosse da allora quando si prodursi con maggiore intensità. In questo modo, il dio egiziano Amón era già conosciuto dagli abitanti della Grecia, essendo rappresentato per una statua di Zeus con due corna di montone. Il culto ad Amon tra gli ateniesi sale fino a prima delle Guerre del Peloponneso, ed il suo oracolo, reddito nell'oasi libica di Siwa, era conosciuto e rispettato in uguale misura che i greci di Delphi e Dódona. In realtà, esiste la leggenda che due colombe intrapresero il volo della mano di Zeus quando conquistò il potere dopo espellere dall'Olimpo a suo padre Cronos. Una si posò su una quercia in Dódona (Épiro), mentre la seconda scelse una palma nell'oasi di Siwa. Da allora, si dice che poteva ascoltarsi in entrambi i posti la voce dell'onnipotente dio. In questo modo, la consultazione di questo oracolo ebbe un'importanza rilevante per Alessandro Magno, poiché fu lì dove Zeus gli confermò la sua divina paternità.

 

Il dio grecoegipcio per eccellenza è Serapis: Osiride resuscitato e convertito nel toro Apis. Si identificò ugualmente con dei greci come Hades, Zeus e Dionisio. Per i greci era il dio della fertilità e la medicina, rappresentava le forze maschili produttive della natura, ed era considerato come sovrano del regno dei morti. Il suo culto fu instaurato come dio di greco ed egiziani per Tolomeo I Soter, benché si conoscesse già anteriormente. Era rappresentato dai greci con capelli e barba lunghi, ed un ampio manto che lo copriva tutto il corpo eccetto le braccia, seduto in un trono con Cerbero ai suoi piedi. Nelle sue immagini il suo principale attributo era il "calthus" o" modium", specie di triangolo sulla testa, cesto sacro dei misteri e simbolo dell'abbondanza. Da parte sua l'iconografia egiziana lo rappresentava come una mummia, con la luna crescente e due piume. Il suo tempio principale stava ad Alessandria": Il Serapeum" che, inoltre, possedeva la seconda biblioteca di Alessandria, depositaria dei fondi della biblioteca di Pérgamo, regalo di Marco Antonio a Cleopatra. Il tempio era situato nella cima dell'Acropoli, e la statua del dio era posizionata in modo che si posavano sulle sue labbra i primi raggi del sole, simbolizzando il Verbo che vivifica il mondo della manifestazione nella mattina ed il cui origine si trova in Menphi nella teologia di Ptah. Aveva anche tempii in altre città dell'Egitto, come Menphi, Canopo e nella necropoli di Saqqarah, ed il suo culto fu esportato ad Asia Minore, Grecia e Roma, ed arrivò fino alla città inglese da York e l'espagnola di Merida. Tuttavia, la sua importanza a Roma decadde a beneficio di sua moglie e sorella Iside.

 

Iside, moglie di Osiride e dea della maternità e la fecondità, fu concorde in principio con Demetra, benché posteriormente si associasse ad altre dee come Afrodite, Atena o Artemide, e già a Roma con Iuno. Se la rappresentava alla maniera egiziana, a volte col doppio incorona con la piuma di Maat, o con un paio di corna con forma di lira, ed in mezzo il disco solare. Lo fu rappresentato anche frequentemente seduta con suo figlio Horus in braccia, allattandolo, raffigura che, tra le altre, ispirerebbe posteriormente l'immagine della Vergine María col bambino Gesù. Fu la divinità egiziana più conosciuta nell'Impero, nonostante in un principio non fosse ben vista per gli occhi del governo romano, dovuto soprattutto ai suoi riti libertini. Finalmente, sotto il primo triunvirato, 43 a. di C., il suo culto e quello di Serapis furono ufficialmente riconoscenti, e si eresse il primo tempio statale affezionato ad Iside, in tempi dell'imperatore Calígula. Posteriormente vari imperatori si dichiarerebbero devoti di entrambe le divinità, ed il suo successo fu inarrestabile compreso con l'arrivo del cristianesimo. Resisterebbe fino al secolo Vidi, quando nell'anno 535 il suo culto fu proibito da Giustiniano. L'ultimo dio della" triade alessandrina" fu Horus, figlio di Iside ed Osiride. Osiride, dopo essere assassinato da suo fratello Seth, resuscitò ed ebbe con Iside a suo figlio Horus. Questo dopo vendicare a suo padre ammazzando a Seth. Per gli alessandrini ed i greci, Horus fu assimilato con Apollo. Fu conosciuto anche come Harpocrate tra greco e romani, rappresentato come un bambino col dito nelle labbra. I tre dei, a volte a parte, ed altre come unito, si divertirono per tutto il Mediterraneo ed Europa, arrivando a dire i romani": Una volta furono dei egiziani, ora sono romani."

Un altro dio alessandrino fu Hermanubis, associazione di Hermes ed Anubis. Tuttavia questo dio non avrebbe tanta importanza nell'Impero come gli anteriori.

Tra le assimilazioni di entrambi i pantheon, sottolinea quella di Afrodite con Hathor, Pan con Min, Hera con Mut, Prometeo con Nefertum, Elio con Ra e Sobek, Atena con Neith, Artemide con Bastet,Ares con Onuris,  Ilitía con Nekhbet, Eracle con Heryshef  ...

Ma fu Dionisio, dio del vino, il dio greco più accettato per gli alessandrini. Al contrario della maggioranza dei dei greci, Dionisio fu adorato col suo nome greco, senza associarlo a nessuna divinità egiziana. Era il dio preferito di Alessandro Magno chi, come sua madre Olimpia, partecipava alle celebrazioni dionisiache. I re della dinastia Ptolomea o Lagida, considerandosi successori di Alessandro, fomenterebbero il culto al dio. La sua processione, celebrata nel suo onore per Tolomeo Philadelpho, rivelava la sontuosità dei fasti di Alessandria.
 

 
Una dinastia divina.

Non bisogna dimenticare il culto ai sovrani che erano divinizzato tanto per il suo lato greco considerandosi successori di Alessandro, e pertanto di Zeus, come per il lato egiziano, poiché non rinunciavano a discendere dagli antichi faraoni. Così, Arsinoe II Philadelphia fu divinizzato dietro la sua morte per Tolomeo II, e honorada nel suo tempio, l'Arsinoeion. I Ptolomei, proclamandosi semidei, non si sposarono con donne di fosse della famiglia (quello che portò loro perfino a sposarsi con le sue sorelle,) tradizione che suolo fu rotta per Cleopatra VII, ma era già troppo tardi per rinnovare il lignaggio. Questa adorazione del sovrano, mescolando l'esotismo orientale con la sofistificación greca, fu magari la base della posteriore adorazione dell'imperatore a Roma. Al fine ed il capo, Alessandria era lo specchio dove si guardava Roma con ansie di superarla.

Alessandria sorse dunque come una nuovo Heliópolis nella punta dell'Egitto, come ritrovo tra i mondi greco ed egiziano. I suoi monumenti continuavano la magnificenza dei tempii di Menphi e Tebe e non si dubitò il trapasso di costruzioni monumentali da Heliópolis verso la Nuova Atene, come i conosciuti" Aghi di Cleopatra", obelischi costruiti per Tumosis III e  Ramsés II che attualmente si trovano a Londra e New York. Si prodursi un aumento della fastosità egiziana nei tradizionali riti greci, e si istituì un importante clero incaricato dei riti giornalieri, la celebrazione delle feste annuali, i cantici ed offerte, e le sontuose processioni, nelle quali risaltano i sacerdoti" puri" del tempio di Serapis, sempre in stretto contatto col clero di Menphi.


 

Così era Alessandria, una città cosmopolita, dove ricevevano culto i dei greci Dioniso e Poseidón, i egiziane Iside ed Horus, la fenicia Astarté, e l'ebraico Yahvé la cui sinagoga era la maggiore del mondo ed esempio magistrale di architettura. Una città dove nello stesso tempio l'egiziano adorava Iside, il greco a Demetra ed il romano a Cerere. Tuttavia, questa città cosmopolita e ricca in religioni, seconda città dell'Impero, morrebbe lentamente. Nel 391 d. di C., sotto il governo di Teodosio, il patriarca Theofilus ed i suoi seguaci cristiani assaltarono e distrussero il tempio fortificato di Serapis. Dietro un violento cerchio, i cristiani presero l'edificio, l'abbatterono, bruciarono la sua famosa biblioteca e spezzarono le immagini. Questo fatto suppone la fine nominale del paganesimo, benché questo continuasse a praticarsi residuamente fino a finali del secolo IX d. di C. Alessandria morrebbe come il paganesimo, e Napoleone si trovò in 1789 con una città miserabile, dove meno di 7.000 anime vivevano in condizioni deplorevoli. Al fine ed il capo chi andava a credere nella città nata del sonno del figlio di Zeus, se già nessuno credeva in lui.


 
greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)greca.jpg (763 bytes)

 

Scritto à Valencia (Spagna), Anno 2000

Publicatto à  Badajoz (Spagna), Anno 2002

Tradotto a Barcellona (Spagna), Anno 2005

Prego, non publicare questa Web senza contattare l´autore.

Sergisanbcn@yahoo.es


 

 
Free counter and web stats